La proposta mira alla creazione di un percorso ciclo pedonale, la “Nuova Marmifera”, che unisce Carrara al mare e che consente la riattivazione di una linea ferroviaria fra la stazione di Avenza e quella di San Martino. Si prevede anche un percorso alternativo parallelo all’interno del parco di Villa Ceci.
Il percorso ciclo pedonale, con la possibilità di diventare ferroviario. da Carrara alla stazione di Avenza ha una larghezza totale di 6 metri compresi spartitraffico e sistemi di protezione, con una fascia di 3 metri per ciclisti e una di 3 metri per i pedoni che, quando necessario, potrà essere utilizzata dal treno, mentre il tracciato solo ciclabile dalla stazione al mare ha una larghezza totale di 3 metri. Per la sua pavimentazione si prevede di utilizzare il calcestruzzo drenante con colore diverso in base al segmento del percorso: verde da Carrara alla stazione di Avenza, blu dalla Stazione al mare e terra all’interno di villa Ceci. Il percorso pedonale, compreso quello che potrà diventare ferroviario, è invece di colore grigio, tranne in corrispondenza delle zone con pavimentazione di pregio, che verrà mantenuta. All’inizio e alla fine di ogni segmento sono posti dei totem con la scritta “NUOVA MARMIFERA” abbinati a diverse funzioni e realizzati con strutture metalliche rivestite in marmo bianco di Carrara con una striscia del colore associato alla tratta del percorso; sui totem è riportato un QR-code con informazioni sulla storia della Marmifera, sul percorso oltre che a link a mappe di navigazione e a punti di interesse culturali e enogastronomici.
Il punto di partenza del percorso è a Carrara in piazza Cesare Vico Lodovici, Nodo 1 della proposta, dove si prevede di realizzare una Porta per la Nuova Marmifera: una copertura metallica con finitura grigio scuro, in parte tamponata con pannelli in policarbonato ad alto spessore e con pannelli fotovoltaici con accumulatore per rendere la struttura energeticamente autonoma, è sostenuta da due volumi con struttura metallica che, per richiamare i blocchi trasportati dalla marmifera, sono rivestiti con lastre di marmo bianco di Carrara, materiale evocativo direttamente connesso alle cave che sovrastano la città. Le strutture ospitano servizi di informazione sul percorso e sulla città, noleggio, manutenzione, custodia e stoccaggio delle biciclette, fontana con acqua potabile oltre che le funzioni legate alla linea ferroviaria: le aperture sono a filo e rivestite in marmo, in modo da ricomporre, quando chiuse, le forme pure dei solidi. L’intervento sulla piazza si limita ai volumi e alla copertura apparentemente pesante che fluttua su di essi e alla realizzazione di una pavimentazione di calcestruzzo drenante di colore grigio divisa in fasce da 1 metro da piatti metallici. Il totem installato è privo di funzioni e indica solo il terminale del percorso.
Per quanto riguarda il Nodo 3, il punto di interferenza con la viabilità ordinaria in corrispondenza di Via Carriona, si prevede di consentire il passaggio del percorso ricostruendo il ponte demolito, valutando la necessità di interventi sulla sede stradale sottostante in base allo studio dell’inclinazione complessiva del tracciato per consentire un adeguato passaggio dei mezzi, soprattutto di quelli di soccorso. Il manufatto del ponte è il più semplice e lineare possibile, con struttura metallica e finitura grigio scuro per consentire il passaggio del percorso ciclo pedonale e di quello ferroviario, con un conseguente dimensionamento; al di sotto del ponte una lastra di marmo con la scritta “NUOVA MARMIFERA” e una striscia con il colore del percorso informa i passanti sulla nuova infrastruttura viaria.
Per il Nodo 4, in corrispondenza del Museo del marmo, si prevede di realizzare una fermata della linea ferroviaria e una piazzola di sosta caratterizzate da una copertura metallica semi permeabile sostenuta da due strutture metalliche rivestite anche in questo caso di marmo bianco di Carrara che ospitano funzioni informative sul percorso e sul museo, oltre che servizi per l’utenza (acqua potabile e attrezzi per la manutenzione delle biciclette); anche in questo caso sono presenti pannelli fotovoltaici sulla copertura per l’autosufficienza del nodo. Per superare il dislivello fra il tracciato e Via Agricola per poi accedere alla sede espositiva si prevede una rampa con l’8% di inclinazione che può essere utilizzata da un’utenza ampliata: dai ciclisti, dai pedoni e dai portatori di handicap motori. La pavimentazione dell’area è in calcestruzzo drenante di colore grigio, mentre i setti che delimitano la rampa sono rivestiti con verde verticale.
Il Nodo 6 rappresenta un elemento fondamentale del percorso per le caratteristiche di intermodalità, per la connessione diretta con la linea ferroviaria e il ruolo di cerniera fra il percorso verso Carrara e quello verso il mare, oltre che per l’occasione di recupero di un’area abbandonata di fatto all’interno della stazione di Avenza. Si prevede, infatti, di recuperare tutta l’area prospiciente la banchina e l’edificio dello scalo, creando una piazza accessibile con una rampa esistente da viale XX Settembre, definita sui bordi da barriere verdi e caratterizzata da ampie aiuole, che ripropone i temi dei Nodi di San Martino e del Museo del Marmo, ma a scala maggiore: sulla pavimentazione in calcestruzzo drenante di colore grigio, con un motivo a fasce di 1 metro parallele ai binari ottenuto con l’inserimento nel getto di piatti metallici si posano tre volumi con struttura metallica, rivestiti con marmo bianco di Carrara, che ospitano un punto di ristoro, servizi di informazione sul percorso e sulla storia della Marmifera, noleggio, manutenzione, custodia e stoccaggio delle biciclette, punti di attesa e fontane con acqua potabile oltre che funzioni relative alla linea ferroviaria. La copertura, anche qui in parte tamponata con policarbonato ad alto spessore e con pannelli fotovoltaici, crea un ampio spazio aperto protetto e aggetta sulla rampa e sul dislivello lungo il viale XX Settembre, riqualificato con verde verticale, rendendo l’intervento ben visibile, rigenerando un’area abbandonata e creando un nuovo landmark.
Un ulteriore volume a poca distanza può essere utilizzato per lo stoccaggio di un numero maggiore di biciclette: anch’esso è rivestito di marmo bianco. Sono installati due totem privi di funzioni che indicano il terminale del tracciato verde e di quello blu.
Il percorso ciclabile, partendo dalla stazione si dirige verso il mare seguendo il viale XX Settembre e posizionandosi sul lato a est. Per il tratto che va dal ponte della ferrovia fino alla rotonda di Via Covetta corre sul marciapiede in posizione protetta, eliminando la fascia dei parcheggi interna e consentendo anche un accesso diretto alle attività commerciali; la barriera in marmo e ferro protegge i ciclisti in corrispondenza di aree di manovra dei veicoli.
Dall’incrocio con Via Marina – in corrispondenza dell’attraversamento pedonale – al confine con il parco di Villa Ceci segue sempre il marciapiede senza necessità di eliminare posti auto: in questo tratto è disponibile anche un percorso alternativo attraverso l’area naturale evidenziato con il colore terra che può essere utilizzato da chi non deve ottimizzare i tempi di percorrenza.
All’inizio del percorso alternativo è presente un totem con servizio di informazioni, mentre alla fine ne viene inserito uno con fontana di acqua potabile e attrezzi per la manutenzione delle biciclette. Questa proposta potrà essere ulteriormente declinata e arricchita in base alle scelte che verranno fatte sul recupero, l’utilizzo e lo sviluppo dell’area della Villa. Dalla fine del parco al lungomare di Marina di Carrara il percorso, prevedendo l’eliminazione della fascia di parcheggi presente, si sposta sulla sede stradale, riducendola per lo spostamento della corsia preferenziale e della fermata degli autobus. In questo caso la protezione per i ciclisti è posizionata sul lato verso il viale. L’intervento favorisce anche la regolazione del traffico limitando la velocità nel centro urbano.
Sul lungomare, Nodo 7, il percorso si connette con la Ciclopista Tirrenica e la Ciclovia della Versilia e si integra con il progetto del Waterfront predisposto dall’Autorità Portuale e in particolare con la nuova rotonda prevista. In corrispondenza di questo nodo sono installati due totem per indicare la porta del tracciato, uno con servizi di informazione, l’altro con attrezzi per la manutenzione delle biciclette, fontana di acqua potabile e sedute.
In conclusione, la forza della proposta è quella di collocarsi fra la definizione di una nuovo e efficiente sistema di mobilità e il riuso di un esempio di archeologia industriale, un unicum perché si tratta di un’infrastruttura e non di un edificio, perché, con i suoi ponti e i suoi terrapieni, ha sempre rappresentato un forte segno sul territorio e soprattutto perché è sempre apparsa come un simbolo delle sue sconfitte, che in questo caso però diventa strumento di riscatto, generatore di un nuovo modo di concepire le reti urbane.