Il sistema dei castelli della piana apuo versiliese rappresenta un elemento fondamentale per questo territorio stretto fra il mare Tirreno e le Alpi Apuane.
I castelli di Fosdinovo, Moneta, Massa, Montignoso e Pietrasanta sorgono, lungo l’antico tracciato della Via Francigena, fra le province di Massa Carrara e Lucca, in posizione dominante nei confronti della costa, segni significativi e nessi indelebili con la realtà storica locale; in parte sono stati restaurati e recuperati e sono fruibili dal pubblico per manifestazioni di vario genere.
Una loro ulteriore notevole potenzialità, finora assai poco sottolineata, è però quella di trovarsi tutti in prossimità dei confini del territorio del Parco Regionale delle Alpi Apuane, che si presenta come estremamente significativo ed affascinante per un’utenza quanto mai vasta, dal punto di vista morfologico, orografico e naturalistico.
La corretta fruizione di questa area protetta richiede un sistema adeguato per metterne in rete tutte le risorse e le potenzialità senza compromettere la salvaguardia dell’ambiente naturale.
Si propone di creare un circuito carrabile principale, dotato di strutture di appoggio e di accoglienza, che si snodi attraverso le località più significative, permettendo di cogliere le diverse caratteristiche del territorio del Parco, la cui fruizione sia potenzialmente aperta a tutti, e che racchiuda all’interno un’ulteriore serie di percorsi pedonali e ciclabili.
Il circuito, utilizzando per gran parte dei tracciati l’esistente e ben sviluppata rete viaria, è costituto da due percorsi anulari che si articolano in tratte, diversificate per possibilità di accesso e percorribilità, percorse da autobus o pulmini fuoristrada attrezzati anche per il trasporto di disabili, per ridurre al minimo il traffico privato ed i conseguenti problemi di sosta e di impatto ambientale, senza creare disagio e fornendo un sevizio efficiente e capillare.
I castelli, al pari delle altre emergenze, costituiscono una parte integrante di questo circuito, ma con la peculiarità di essere, pur nella loro estrema particolarità, una presenza diffusa e familiare sul territorio, oltre che altamente visibile, come le splendide montagne sulle quali le loro torri e i loro bastioni si stagliano.
Questo circuito porterebbe ad un’immediata valorizzazione delle strutture fortificate, non vedendole come vestigia di un passato lontano slegate una dall’altra, ma inserite in una rete, considerandole, più di quanto non siano già, come punti focali essenziali per la lettura e la conoscenza del territorio oltre che un esatto compendio alla naturalità dei luoghi che incorniciano.