• Le cave delle Alpi Apuane. Musei di marmo.

  • Nel panorama urbano contemporaneo l’edificio museo ha ormai acquisito un valore fondamentale come polo di attrazione e momento di rivalutazione sociale, riscoprendo e valorizzando le specificità territoriali e locali.
    Dal punto di vista progettuale, poi, concentra e amplifica i linguaggi compositivi e la loro sperimentazione, ponendosi di fatto come summa delle realizzazioni di massima avanguardia, fino al punto di presentarsi esso stesso, al pari del contenuto, come opera d’arte contemporanea, con ampie citazioni alla pittura e alla scultura, divenendo simbolo di rinascimento culturale e di vitalità del territorio e della comunità che lo ospitano e lo promuovono. Una tale potenza evocativa, oltretutto assolutamente politically correct, crea una vera e propria rete di percorsi, una sorta di moderni grand tour, tra le grandi capitali e le piccole province, per visitare questi luoghi di culto laico del terzo millennio, nei quali appare costantemente incerto il primato fra il ruolo dell’oggetto contenitore e quello dell’oggetto contenuto.
    Le cave di marmo delle Alpi Apuane si adattano perfettamente al ruolo museale: sono segni che contraddistinguono tutto il territorio e presentano, in un panorama ambientale di assoluto rilievo ed in maniera spesso di grande impatto e estremamente suggestiva, una secolare attività profondamente legata alla cultura locale. Lo spettacolo, spesso poco conosciuto, dell’escavazione, svolto con le sue ritualità e modificatosi nell’arco del tempo tra moderne tecnologie ed antica sapienza, rappresenta, infatti, lo spirito del territorio, coincide con le sue fortune e le scandisce, comunicando universalmente la “cultura del lapideo”.
    Le cave possiedono caratteristiche scultoree e le loro forme varie e tormentate sono dettate dalla natura, dalla ricerca costante delle “vene” più preziose che essa ha nascosto all’interno delle montagne e forse per questo appaiono sempre ben proporzionate, affascinanti e magnetiche: sembrano spazi progettati da una mano abile, quasi più attenta, per un occhio inesperto, al risultato scenico che a quello produttivo. Questi musei di marmo ricompongono poi anche la citata dicotomia fra contenitore e contenuto, essendo il marmo l’uno e l’altro al tempo stesso: da un lato volume scavato, involucro dello spazio espositivo che, a cielo aperto o in galleria, racchiude ed incornicia l’attività estrattiva, dall’altro materiale prezioso tagliato e rimosso per poi essere utilizzato per realizzare opere d’arte da ospitare in altri musei o, magari, per costruirne di nuovi in tutto il mondo.

  • Museums. Merely buildings for culture?

    Napoli, 13-15 Ottobre 2005

    Su CD rom, Luciano Editore, Napoli 2005

    a cura di
    Flavia Fascia

    ISBN/ISSN: 88-6026-008-6

    Paper selezionato dal comitato scientifico per presentazione





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